: Centro Teologico: Programma 2012-2013

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– Ultimo aggiornamento: 29/05/13



Convegno autunno 2012. A seguito dell'incontro tenuto il 19 maggio 2011 sul tema “Non rubare” in collaborazione con il Centro Evangelico di Cultura “A.Pascal” e l'Associazione dei Giovani imprenditori di Confindustria Torino, a cui hanno preso parte Elsa Fornero, Paolo Prodi, Gian Paolo Salvini e Paolo Ricca, abbiamo deciso, di comune accordo, di continuare la collaborazione. Per questo stiamo organizzando un convegno da tenersi in autunno prossimo su: “La giustizia in un mondo globalizzato”. Le osservazioni che seguono costituiscono un primo contributo alla discussione fornito dal Centro Teologico. Per leggere le osservazioni premere qui.

Costituiti nella libertà. Lectio Biblica 2013.
Guida agli incontri
Il percorso della lectio è stato pensato come percorso unitario, nel modo seguente:

la centralità dell'Esodo come evento originante di un intero percorso che coinvolge ebrei e cristiani, dove la libertà è raccontata in primo luogo come un percorso di liberazione (sono "liberato da", reso libero dalla schiavitù, dal male impersonato dal faraone). Tutto ha principio e fondamento nella gratuita iniziativa di Dio. L'evento di liberazione è passaggio pasquale, il passaggio di Israele dalla morte alla vita. Tuttavia il popolo di Israele non è liberato (salvato) senza assumere personalmente, nella fede, l'opera divina della salvezza. Dio salva l'uomo per mezzo dell'uomo, infatti per mano di Mosè suo servo Dio libera Israele dalla schiavitù d'Egitto. Senza la fede non si riceve la salvezza. L'esodo ha il suo punto di partenza nella "casa della schiavitù" e il suo punto di arrivo nella "terra della promessa", la santa dimora (Es.15,13) luogo della libertà. Sul monte Sinai viene solennemente stipulata l'alleanza tra Dio e il popolo di Israele. Nel deserto Israele imparerà a relazionarsi con Dio che lo spinge ad uscire da una condizione di dipendenza servile per assumere finalmente quella della libertà responsabile. L'alleanza è intesa come patto tra soggetti liberi, come una relazione, un'intesa e un impegno che fa di Israele il figlio adottivo di Dio (Esodo, 4,18-22). L'ambito narrativo è quello delle relazioni interfamiliari.

Nel Nuovo Testamento vengono ripresi i temi e i nessi relazionali già incontrati, ma è posto in modo radicalmente nuovo il tema del servo/ figlio. La messa a morte di Gesù non reclama l'esercizio da parte del Padre della vendetta di sangue (legge del taglione vigente tra le tribù). Gesù, pur temendo la morte violenta, la accetta per non venire meno all'amore del Padre, per non tradire l'immagine e il progetto di Dio (preghiera di Gesù nell'orto, le tentazioni nel deserto). Fare la volontà del Padre così diventa fare la volontà del Figlio che non tradisce la sua missione (R. Guardini, Il Signore, dove l'autore ci ricorda che poteva andare diversamente, se solo si fosse capito che l'elezione non era un privilegio, ma un compito, una missione e questo riguarda anche la Chiesa e la sua storia. Nel progetto del Padre non hanno cittadinanza rivendicazioni di potenza politica, di fondazione di sacri regni teocratici. Dunque, né la ricostituzione del regno di Israele, né la fondazione di imperi cristiani. Dio rimane fedele, mantiene sempre la parola data, siamo noi che lasciamo molto a desiderare).

Nel Venerdì Santo e nella Pasqua (passaggio dalla morte alla vita) si realizza il piano del Padre nei confronti dell'uomo, anticipato dai Profeti.

Così il Venerdì Santo e la Pasqua cristiana ci chiamano alla libertà (intesa come decisione ), infatti la fedeltà alla verità, fedeltà che è esercitata liberamente nel vissuto della vita, ci rende liberi. Entriamo in questo modo a fare parte della famiglia di Dio (anche Luca 15, la parabola del figliol prodigo ). Conversione e riconciliazione: "liberati da" siamo liberi per il Regno, quello di Dio che non si realizza in nessuna costruzione umana. Nel Figlio diventiamo figli del Padre, in un vincolo che è paradossalmente genetico, del resto (Genesi) siamo creati ad immagine e somiglianza del Padre. Adamo, creato come tutti gli altri esseri viventi, è costituito in una relazione speciale di figliolanza (Gen. 1,26-27); si può dire "creato e allo stesso tempo generato […] l'essere umano è principio della storia, è il vivente chiamato ad assumere in libera responsabilità il senso del creato e diventare attivo protagonista del dispiegarsi degli eventi (nel rapporto con Dio)" (Piero Bovati, Parole di libertà, EDB, Bologna 2012, p.28 ). Nella relazione dinamica tra il Padre e il Figlio che è anche relazione dinamica tra il Padre e i figli, la libertà si precisa come modalità di esistenza e si declina come processo, cioè come un farsi nella storia dell'uomo. Gesù risorto diventa il suggello delle promesse (liberi dal peccato, dalla legge e dalla morte). L'uomo biblico è un essere relazionale, definito sempre all'interno di una complessa rete di relazioni, tenendo presente questo dato possiamo dire che la libertà si declina positivamente come assunzione di responsabilità nel confronto del prossimo. Il male esiste, ma non è un destino. Avere fede vuole dire, prima di tutto, lasciarsi amare da Dio, cioè avere fiducia, si risolve qui, nel rapporto di amore, la questione Grazia e Merito, vedi Origene, Omelie su Ezechiele 6,6, in cui si parla di "passione d'amore" che porta all'incarnazione del Figlio: "perché il Signore Dio tuo ha preso su di sé i nostri costumi, come uno che porta sulle spalle un bambino". Martin Lutero, padre della Riforma, memore della lezione di Origene, può così affermare che: "Dio vuol essere trovato e può essere trovato soltanto attraverso e in questa umanità" (Evangelium in der hohen Christentum, WA 10/I-1, p.208); Origene aveva detto: "Il Padre stesso non è impassibile. Se lo si prega, Egli prova pietà e compassione. Soffre di una passione di amore". Nella Bibbia è centrale il tema dell'elezione gratuita da parte di Dio, ciò che è messo in risalto è il disegno storico di Dio sulla sua creatura. Dio non gioca ai dadi e non si prende gioco dell'uomo. Dio non vuole servi, ma uomini liberi in grado di entrare in relazione con Lui da uomini liberi. Dio si muove per primo, si dona per primo, si muove per primo nella linea del desiderio, infatti per primo ci ha amato, già nell'atto della creazione (Prima Gv. 4, 10-19; Luca 22,15; Os. 11,8-9), dunque il rapporto con Dio non è mai una costrizione (i quattro carmi del servo di Jahvé nel Deuteroisaia). Il rapporto tra libertà di Dio e libertà dell'uomo non è mai concorrenziale, si tratta infatti di due libertà che non stanno sullo stesso piano. Trascendente la prima, finita e immanente la seconda. La manualistica corrente su questo punto è piuttosto inconcludente, anche perché dimentica che la stessa libertà di Dio non è autoreferenziale, anche Dio sommamente "libero da" è, tuttavia, relazionale per essenza(Trinità) e coinvolto nella storia della sua creazione. Dunque Dio stesso ha posto la sua libertà al servizio del Regno(la Sua Parola si è fatta uomo).
La stessa tradizione interpretativa ebraica rappresenta Dio come obbediente alla Torah, già nell'atto della creazione. Ogni libertà, anche quella trascendente di Dio, si realizza come consenso al bene. L'uomo è luogo di Dio e Dio è luogo dell'uomo. Dio è soggetto libero e pone l'uomo come soggetto libero, il rapporto fra soggetti liberi non è mai necessitato, ma comporta sempre una decisione. Attraverso l'atto libero, nell'esercizio della propria libertà, l'uomo realizza se stesso. Certamente il rapporto non necessitato è fragile, può spezzarsi, richiede ogni volta di essere rifondato (dialogo, preghiera, fiducia, discussione, scontro). Ricordiamo che Giacobbe fu benedetto per aver lottato con Dio (Gn. 32,29) e che Abramo sulla via per Sodoma, in un dialogo memorabile, ritenne di poter mettere in discussione le decisioni di Dio, perché questa è la condizione irrinunciabile di un vero rapporto. Certo la libertà dei figli di Dio può spaventare i custodi del potere e a questo tema ci rinvia, in particolare, il racconto del Grande Inquisitore del capitolo V° dei Fratelli Karamazov.

Infine: la libertà nella Bibbia non è mai uno status acquisito una volta per tutte, ma piuttosto un percorso, una meta che si conquista o si perde nel viaggio della vita.

Dio ci vuole liberi, non sottomessi, ma responsabili, questo è certo, perché ci ha costituito nella libertà, ma noi dobbiamo imparare, giorno dopo giorno, a esercitare questa libertà nel segno della giustizia. La libertà si conquista (processo di liberazione) sbarazzandosi dai molti idoli che ci lusingano e ci attraggono (potere, denaro, successo, ecc., l'elenco è lungo e muta e si precisa nel corso del tempo).

La risposta dell'uomo è condizione necessaria per il dispiegarsi del piano di Dio, senza questa nulla del progetto divino potrebbe avverarsi. Il comandamento è l'elemento intrinseco all'atto stesso della creazione, l'uomo, creato nella libertà, fin dall'origine costituito in condizione di figliolanza, è chiamato al bene (Gen.2,16-17). Il comandamento al tempo stesso è il segno dell'autonomia dell'uomo e della sua dipendenza da Colui che per amore si è ritirato per lasciarlo vivere (Pietro Bovati, op. cit., p.95).

Potremmo dire, nella speranza di non essere fraintesi, che Dio stesso, per primo, ha posto la sua libertà nelle nostre mani e chiede a noi di mettete la nostra nelle sue in un rapporto di amore reciproco. Come scrive Lutero: " Dopo che Dio stesso si è umiliato, al fine di divenire conoscibile, se l'uomo cercasse un'altra via di conoscenza secondo il proprio spirito e i propri desideri, sarebbe questo un dar prova di accecamento, il più empio possibile" (Commentario sull'Epistola agli Ebrei, WA 57/III, p.999ss.). Nel Venerdì Santo e nella Pasqua si avverano tutte le promesse, nella donazione di sé che Gesù compie per amore del Padre e dei suoi (Gv. 13, 1). "Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù" (Fil. 2, 5), commenta Bovati: "la libertà perfetta si compie così, divinamente, nell'umile servizio del prossimo" (p.227).


I testi a cui abbiamo fatto riferimento negli incontri preparatori sono stati molteplici, ne cito alcuni per esemplificare:

naturalmente Genesi e Esodo, pss. Deut. 30,15-20; Giosuè 24,15; Siracide 15,11-20; Geremia 36,26; Ez. 36,26-27; Os.2,16-17; Gv. 6,44; 8,31 e segg.; At. 4,28; 1 Cor. 12,6; Fil. 2,13; Ef. 2,10; II Cor. 3,17-18; Rom. 5 e 6,15; 7,14-25; 8 (eredi e figli adottivi); Let. Giacomo 1,25 e 2,8.
Più naturalmente molti Salmi.

Federico Avanzini
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Corpo e sessualità. Tre incontri di giovedì, dalle 17,30 alle 19,30, sala conferenze del Centro Teologico. Per vedere il programma premere qui.

Il Cardinale Carlo Maria Martini interprete delle Sacre Scritture, mercoledì 20 marzo 2013, ore 17,30 - 19,30, Sala conferenze del Centro Teologico. Per visualizzare il programma premere qui.

La realtà dinamica dell'Annuncio Evangelico evidenziata dalla visione di Pierre Teilhard de Chardin. Incontro organizzato dall' Associazione Italiana Teilhard de Chardin, sabato 18 maggio 2013, ore 09,30 - 13,00, Sala conferenze del Centro Teologico. Per visualizzare il programma premere qui.

Gli arabi: cambiamento e speranza. Incontro di riflessione sulla situazione al di là del Mediterraneo, speranze e problemi. Giovedì 23 maggio 2013, ore 17,30 - 20,30, Sala della Casa Valdese, corso Vittorio Emanuele II, 23. Per visualizzare il programma premere qui.




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